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	<title>Blog Archivi - Gegel</title>
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	<description>Il meglio della distribuzione alimentare</description>
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	<title>Blog Archivi - Gegel</title>
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	<item>
		<title>La Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione 2019</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/la-giornata-mondiale-dellalimentazione-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 05:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The generated Lorem Ipsum is therefore always free from repetition injected humour, or non-characteristic words etc.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-transform:none;">L’importanza di informarsi e di condividere la conoscenza. La filosofia Gegel, la nostra etica e le azioni da sviluppare insieme.</h2>
<p>La Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione 2019 festeggerà il 74° anniversario della fondazione dell&#8217;Organizzazione. Si tratta di uno dei giorni più festeggiati dei calendari ONU e della FAO, durante i quali governi, autorità locali e altri partner in oltre 150 Paesi in tutto il mondo lanceranno appelli per aumentare l&#8217;attenzione per raggiungere l&#8217;obiettivo <strong>Fame Zero</strong>.</p>
<p class="p3">La cerimonia globale della Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione (GMA) si svolgerà il 16 ottobre presso la sede della FAO.</p>
<p class="p3">Raggiungere <strong>Fame Zero</strong> non prevede solo dar da mangiare agli affamati, ma anche nutrire le persone e il nostro pianeta. La Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione di quest&#8217;anno richiama l&#8217;attenzione di tutti i settori affinché <strong>tutti abbiano accesso a diete sane e sostenibili</strong>. Al tempo stesso, chiede a tutti di iniziare a riflettere su ciò che mangiamo.</p>
<p class="p3">Negli ultimi decenni, in seguito alla globalizzazione, all&#8217;urbanizzazione e all&#8217;aumento del reddito, le nostre diete e i nostri modelli alimentari sono radicalmente cambiati. Siamo passati da alimenti di stagione, soprattutto verdure e prodotti ricchi di fibre, a diete energetiche, ad elevato contenuto di amidi raffinati, zucchero, grassi, sale, prodotti trasformati, carne e altri alimenti di origine animale. Si cucina sempre meno in casa e i consumatori, in particolare nelle aree urbane, ricorrono con maggiore frequenza a supermercati, fast-food, cibi di strada e ristoranti da asporto.</p>
<p class="p3"><strong>La combinazione di diete scorrette e stile di vita sedentario</strong> ha fatto impennare i tassi di obesità non solo nei Paesi sviluppati, ma anche nei Paesi a basso reddito, dove spesso coesistono tanto la fame quanto l&#8217;obesità. Oggi oltre 672 milioni di adulti e 124 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi, e oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono in sovrappeso, mentre oltre 800 milioni di persone soffrono la fame.</p>
<p class="p3"><strong>La dieta scorretta</strong> è una delle principali cause di morte in tutto il mondo per malattie non trasmissibili, tra cui patologie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro. Anche le abitudini alimentari scorrette – che causano un quinto dei decessi nel mondo – stanno dando filo da torcere ai budget sanitari nazionali, con costi fino a 2.000 miliardi di dollari l&#8217;anno.</p>
<p class="p3">L&#8217;intensa produzione alimentare e il cambiamento climatico stanno causando la rapida scomparsa della biodiversità. <strong>Oggi solo nove specie di piante rappresentano il 66% della produzione totale, </strong><strong>nonostante il fatto che nel corso della storia ne siano state coltivate oltre 6.000 per fini alimentari.</strong></p>
<p class="p3"><strong>Diversificare le coltivazioni è fondamentale</strong> per garantire diete sane e tutelare l&#8217;ambiente.</p>
<p class="p3">Tutti questi cambiamenti sono legati all&#8217;aumento dell&#8217;obesità e ad altre forme di malnutrizione, che colpiscono in media una persona su tre. Secondo le proiezioni il numero sarà di una persona su due entro il 2025. Per fortuna esistono possibili soluzioni per ridurre tutte le forme di malnutrizione, ma richiedono maggiore impegno e provvedimenti a livello globale.</p>
<p class="p3"><strong>Cosa si intende per dieta corretta?</strong></p>
<p class="p3">Una dieta corretta prevede alimenti sufficienti, sicuri, nutrienti e vari, che consentono di condurre una vita attiva e di ridurre il rischio di malattie. Comprende frutta, verdura, legumi (ad esempio lenticchie e fagioli), noci, semi e cereali integrali (come il mais non trasformato, miglio, avena, grano, riso integrale) e alimenti poveri di grassi (in particolare grassi saturi), zucchero e sale.</p>
<p class="p3"><strong>La dieta scorretta è la principale causa di morte al mondo</strong>. Nel mondo di oggi un decesso su cinque è causato da diete povere (cioè a basso contenuto di verdure, legumi, semi e noci, e ad alto contenuto di zucchero, sale o grassi insaturi). Gli alimenti nutrienti che costituiscono una dieta corretta non sono disponibili o accessibili per molte persone.</p>
<p class="p3"><strong>I PUNTI CHIAVE</strong></p>
<p class="p3"><strong>I governi</strong> devono aumentare la disponibilità e l&#8217;accessibilità a cibi diversi e nutrienti per garantire diete corrette stabilendo, applicando e aggiornando regolarmente i consigli per una corretta alimentazione e gli standard nutrizionali nazionali e creando inoltre piattaforme intersettoriali con informazioni sulle politiche alimentari e agricole, gestendo iniziative come i programmi alimentari e nutrizionali nelle scuole, assistenza alimentare, approvvigionamenti alimentari pubblici e normative sulla commercializzazione, l&#8217;etichettatura e la pubblicità degli alimenti.</p>
<p class="p3">I governi devono affrontare la malnutrizione alle radici. Le soluzioni radicate nella produzione alimentare (agricoltura, allevamenti, pesca, ecc.) possono contribuire notevolmente alla riduzione della malnutrizione, incrementando la diversità degli alimenti e migliorando la nutrizione per garantire un futuro più sano e sostenibile</p>
<p class="p3">Ciò avrà un impatto positivo sulla nostra salute, sulla biodiversità e sulla sostenibilità ambientale, riducendo i costi della sanità pubblica.</p>
<p class="p3"><strong>Il settore privato</strong> deve influenzare positivamente il settore alimentare introducendo alimenti più sani e rispettando le leggi e le norme relative alla nutrizione riguardo alla produzione e alla vendita di alimenti, alla riformulazione di prodotti alimentari, alle tabelle nutrizionali sulle etichette (informazioni ai consumatori sugli elevati livelli di grassi totali, grassi saturi, zucchero o sale) e al marketing e alla pubblicità degli alimenti, <strong>specialmente se </strong><strong>destinati ai bambini</strong>. È fondamentale che vengano condivise le notevoli conquiste delle tecnologie innovative per la coltivazione di varietà sicure e nutrienti, in particolare nei Paesi a basso reddito.</p>
<p class="p3"><strong>Le persone</strong> <strong>devono essere attente alla salute e informate per modificare le scelte e le </strong><strong>abitudini alimentari</strong>, limitando il consumo di prodotti altamente trasformati e ad elevato contenuto di grasso, zucchero e/o sale. Dobbiamo riscoprire l&#8217;importanza dei prodotti freschi di stagione, delle abilità culinarie, delle tradizioni e della biodiversità locale.</p>
<p class="p3"><strong>IN SINTESI:</strong></p>
<p class="p3">1. 800 milioni di persone soffrono di fame, mentre oltre 650 milioni di adulti e 120 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono obesi ed oltre 40 milioni di bambini sono in sovrappeso.</p>
<p class="p3">2. Oltre 150 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni soffrono di rachitismo e oltre 50 milioni sono deperiti.</p>
<p class="p3">3. L&#8217;alimentazione scorretta, unita allo stile di vita sedentario, ha superato il fumo come causa principale di morte e disabilità in tutto il mondo tra le malattie non trasmissibili.</p>
<p class="p3">4. La maggior parte della popolazione mondiale vive in Paesi in cui il sovrappeso e l&#8217;obesità uccidono più della fame.</p>
<p class="p3">5. Diverse tipologie di malnutrizione possono coesistere all&#8217;interno della medesima famiglia – perfino nel corso della vita della stessa persona – e possono essere trasmesse da una generazione all&#8217;altra.</p>
<p class="p3">6. Ogni anno vengono spesi circa 2.000 miliardi di dollari per curare disturbi legati all&#8217;obesità.</p>
<p class="p3">7. Miliardi di persone non possono assumere le sostanze nutritive necessarie per vivere in modo sano e attivo.</p>
<p class="p3">8. I danni ambientali causati dal sistema alimentare potrebbero aumentare dal 50 al 90% a causa del crescente consumo di alimenti trasformati, carne ed altri prodotti di origine animale nei Paesi a basso e medio reddito.</p>
<p class="p3">9. Delle circa 6.000 specie di piante coltivate per l&#8217;alimentazione nel corso della storia umana, solo 9 rappresentano oggi il 66% della produzione totale. È necessario mangiare una grande varietà di alimenti nutrienti.</p>
<p class="p3">10. Il cambiamento climatico minaccia di ridurre la quantità e la qualità delle coltivazioni, riducendone i frutti. Le temperature in aumento stanno inoltre esacerbando la scarsità d&#8217;acqua, modificando il rapporto tra parassiti, piante e patogeni e alterando le dimensioni dei pesci.</p>
<p class="p3"><strong>Cosa possiamo fare tutti noi, nel nostro quotidiano? </strong></p>
<p class="p3">Per poter fare le giuste scelte alimentari dobbiamo essere informati e consapevoli dei rischi per la salute.</p>
<p class="p3">Dobbiamo tener presente l&#8217;impatto ambientale dei cibi che mangiamo e scegliere a favore della nostra salute ma anche dell&#8217;ambiente.</p>
<p class="p3"><strong>A noi della Gegel stanno a cuore tutte queste problematiche, </strong>ci sforziamo di analizzarle e di comprenderne gli effetti nel medio e nel lungo periodo. In qualità di distributori di migliaia di referenze per il settore RETAIL e per il CONSUMO FUORI CASA, mettiamo il massimo impegno per selezionare esclusivamente le <strong>aziende che riteniamo eticamente affini alla nostra visione</strong>, che privilegia il benessere della Persona, dell’Ambiente, preservando le biodiversità, divulgando la conoscenza e l’informazione, non soltanto di ciò che è “buono e bello” ma anche di ciò che è “sano e salutare”.</p>
<p class="p3">Pertanto, già da tempo, <strong>abbiamo azzerato dal nostro portafoglio</strong> le aziende e i produttori che non  hanno eliminato la pubblicità e la promozione di cibi ricchi di grasso, zucchero e/o sale, <strong>e rinunciamo a </strong><strong>strategie promozionali</strong> che invitano all&#8217;acquisto millantando proprietà nutritive inesistenti.</p>
<p class="p3"><strong>I nostri agenti di vendita</strong> forniscono a tutti i clienti informazioni sul prodotto.</p>
<p class="p3"><strong>Diamo priorità</strong> alla nutrizione della persona e alla sicurezza alimentare lungo la catena alimentare limitando i livelli di grassi saturi, zuccheri aggiunti e sale nei prodotti alimentari e <strong>selezioniamo per i nostri clienti</strong> solo le aziende che sviluppano prodotti e soluzioni innovative con valori nutrizionali migliori, che soddisfino le esigenze salutari dei consumatori.</p>
<p class="p3"><strong>Questo è il nostro impegno!</strong> Crediamo nei nostri Valori e ci sforziamo ogni giorno di proporre a tutti nostri clienti non soltanto vantaggi economici e commerciali, ma prodotti buoni, sani, sicuri e <strong>tecnologie</strong> e <strong>modelli distributivi</strong> a tutela della sicurezza dei Lavoratori, dei Consumatori e dell’Ambiente.</p>
<p class="p3"><strong>Ringraziamo i nostri Clienti!</strong> Per saperne di più, scoprire le nostre politiche commerciali e la nostra visione in materia di Alimentazione e di Sicurezza Alimentare, vi invitiamo a seguirci! <strong>Conoscere le problematiche </strong><strong>e fare ogni giorno un piccolo passo in avanti</strong>, è il nostro modo per sostenere e diffondere gli obiettivi della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2019!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Settembre, andiamo. È tempo di migrare.</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/settembre-andiamo-e-tempo-di-migrare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 09:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The generated Lorem Ipsum is therefore always free from repetition injected humour, or non-characteristic words etc.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>(Questa immagine è di 36 anni più giovane della poesia di D’Annunzio. Siamo a Pineto, è l’autunno del 1939. In lontananza svetta la Torre di Cerrano. In primo piano tre pastori, appena giunti sulle coste adriatiche, digradando dagli appennini dell’Abruzzo montano)</em></p></blockquote>
<p>Oggi vi parleremo della storia del “<strong>nostro formaggio</strong>” ed anche delle “sensazioni di settembre” ad esso legate. E vi racconteremo di una figura che appartiene alla mitologia del nostro territorio abruzzese, ma legata anche ad altre terre italiane che &#8211; da nord a sud &#8211; hanno vissuto di pastorizia per gran parte della loro storia, ereditando un patrimonio culturale antico di secoli. I <strong>pastori</strong>, gli uomini con il gregge, gli attori principali di quello spettacolo, bucolico e millenario, chiamato <strong>Transumanza</strong>.</p>
<p>A loro si legano immagini romantiche e quasi fuori dal tempo, che <strong>Gabriele D’Annunzio</strong> immortalò nei celebri versi scritti nel 1903, nelle nostalgiche rime che fanno de “I Pastori” una delle massime liriche della poesia italiana a cavallo tra l’800 e il ‘900. Un capolavoro che descrive l’<strong>Abruzzo pastorale</strong> nella sua quintessenza e che vi invitiamo a rileggere insieme a noi!</p>
<p align="CENTER"><em>Settembre, andiamo. È tempo di migrare.</em></p>
<p align="CENTER"><em>Ora in terra d&#8217;Abruzzi i miei pastori</em></p>
<p align="CENTER"><em>lascian gli stazzi e vanno verso il mare:</em></p>
<p align="CENTER"><em>scendono all&#8217;Adriatico selvaggio</em></p>
<p align="CENTER"><em>che verde è come i pascoli dei monti.</em></p>
<p align="CENTER"><em>Han bevuto profondamente ai fonti</em></p>
<p align="CENTER"><em>alpestri, che sapor d&#8217;acqua natia</em></p>
<p align="CENTER"><em>rimanga né cuori esuli a conforto,</em></p>
<p align="CENTER"><em>che lungo illuda la lor sete in via.</em></p>
<p align="CENTER"><em>Rinnovato hanno verga d&#8217;avellano.</em></p>
<p align="CENTER"><em>E vanno pel tratturo antico al piano,</em></p>
<p align="CENTER"><em>quasi per un erbal fiume silente,</em></p>
<p align="CENTER"><em>su le vestigia degli antichi padri.</em></p>
<p align="CENTER"><em>O voce di colui che primamente</em></p>
<p align="CENTER"><em>conosce il tremolar della marina!</em></p>
<p align="CENTER"><em>Ora lungh&#8217;esso il litoral cammina</em></p>
<p align="CENTER"><em>La greggia. Senza mutamento è l&#8217;aria.</em></p>
<p align="CENTER"><em>Il sole imbionda sì la viva lana</em></p>
<p align="CENTER"><em>che quasi dalla sabbia non divaria.</em></p>
<p align="CENTER"><em>Isciacquio, calpestio, dolci romori.</em></p>
<p align="CENTER"><em>Ah perché non son io cò miei pastori?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La domanda finale è proprio quella che ci poniamo tutti noi ogni volta che l’estate volge al termine! Arriva settembre, ritorna l’autunno con il suo carico di “ripartenze”. D’Annunzio evocò le scene a lui più care, la sua infanzia trascorsa in Abruzzo, il suo piccolo mondo antico. Anche noi in questo periodo ci confrontiamo con le nostre certezze, guardandoci dentro, pianificando nuovi progetti e raccogliendo buoni propositi per la stagione del lavoro che ricomincia. Rari momenti di introspezione in una vita troppo spesso condotta con il motore su di giri.</p>
<p>Perché il nostro è il tempo della modernità: sono sempre meno i momenti in cui si ci raccoglie e si rallenta, dedicando un po’ di tempo anche a noi stessi. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di dedicare una finestra ad una tradizione millenaria (un elogio alla lentezza?) che sopravvive a sé stessa: la Transumanza.</p>
<p>La Transumanza è una tradizione culturale che resiste ancora oggi! L’antica migrazione stagionale delle greggi e delle mandrie, guidate dai pastori che nella stagione estiva si spostavano dai pascoli montani verso quelli delle pianure, che venivano raggiunti nel periodo invernale percorrendo i sentieri naturali, i tratturi. In Italia abbiamo uno dei cammini più antichi al mondo: si tratta del cammino della Val Senales, in Alto Adige, risalente alla preistoria.</p>
<p>È un rito che si replica ancora oggi e che si è trasformato in una sorta di festa nei villaggi da cui si parte, per regalare ai visitatori il tradizionale folklore di cui vanno oggi alla ricerca quando si trovano davanti a rituali così antichi. Le regioni in cui la transumanza è più diffusa sono, oltre il nostro Abruzzo e il vicino Molise, la Campania, alcune località alpine e prealpine della Valle d&#8217;Aosta, del Piemonte, della Liguria, ma anche la Puglia e il Lazio, nonché la Sardegna, dove la pratica è mantenuta in attività dai pastori di Villagrande e Arzana.</p>
<p>È anche grazie a questa antichissima “tecnica di produzione” che si è sviluppato il mercato, il consumo, la cultura del <strong>formaggio</strong>! Se oggi le aziende italiane del settore lattiero-caseario sono in grado di realizzare produzioni di altissima qualità apprezzate in tutto il mondo! Come le nostre esclusività <strong>Gegel</strong>, le <strong>eccellenze abruzzesi</strong> a marchio<strong> San Tommaso</strong> e l’antologia di <strong>formaggi italiani</strong> firmata <strong>Caseificio dei Sapori</strong>, che rappresentano il collegamento ideale tra il passato ed il presente, proponendo un prodotto realizzato con ingredienti selezionatissimi e tecniche moderne ma dalla genuinità e dai sapori autentici, antichi!</p>
<p>Il <strong>Cibo</strong> è la nostra vita, la nostra missione, il nostro lavoro: diffondere la cultura del cibo e dell’alimentazione, rafforzare la consapevolezza su ciò che si sta acquistando e si porta in tavola, svelare il dietro le quinte di un prodotto antico o l’anteprima dell’ultima novità sul mercato, è la nostra passione più grande!</p>
<p>E scommettiamo, che la prossima volta che assaggerete un gustoso pezzo di formaggio &#8211; che sia un<strong> <a href="https://gegel.it/it/magazine/blog/il-formaggio-pi-amato-dagli-italiani">pecorino</a> </strong>stagionato o una profumata <strong>caciotta</strong> &#8211; lo mangerete con più gusto, lo guarderete con una nuova maturità!</p>
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			</item>
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		<title>Passione Picnic: quando un cestino di antipasti diventa un pasto da re!</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/passione-picnic-quando-un-cestino-di-antipasti-diventa-un-pasto-da-re/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 04:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nullam lobortis nunc semper ipsum luctus ut viverra ante eleifend. Nunc pretium velit sed augue luctus accumsan.</p>
<p>Aliquam laoreet consequat malesuada. Integer vitae diam sed dolor euismod laoreet eget ac felis. Donec non erat sed elit bibendum sodales. Donec eu cursus velit. Proin nunc lacus, gravida mollis dictum ut, vulputate eu turpis. Sed felis sapien, commodo in iaculis in, feugiat sed enim. Sed nunc ipsum, fermentum varius dignissim vitae, blandit et ante.Maecenas sagittis, lorem sed congue egestas, lectus purus congue nisl, ac molestie enim ligula nec eros. Sed leo tortor, tincidunt sit amet elementum vel, eleifend at orci. Maecenas ut turpis felis. Donec sit amet quam sem, et aliquet est.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Il piatto di affettati, di salumi e di formaggi è sempre stato il classico antipasto italiano! Nel tempo, con l’aumento dei consumi fuori casa, è diventato un must dell’aperitivo, obbligatoriamente servito sul tagliere di legno.</p>
<p class="p2">Pensateci! Non c’è praticamente nessuno, nella cerca dei vostri amici, che non ami sbocconcellare questo tipo di cibo, tanto buono quanto coinvolgente!</p>
<p class="p2">In queste giornate estive, una delle cose più belle da fare è trascorrere il tempo delle vacanze in compagnia dei nostri amici, che ci piace accogliere e coccolare che se fossimo a casa! Già, perché l’estate è bella viverla all’aria aperta, rinfrescati in una caletta marina, sotto una possente quercia di montagna, in riva ad un lago o sotto l’ombra fitta di una faggeta. State per trasferire il vostro salotto di casa in uno degli ambienti appena descritti, che faranno da proscenio al vostro picnic d’estate, per la gioia di amici e parenti, di tutte le età!</p>
<p class="p2">Oggi vi vogliamo regalare alcuni consigli, piccoli trucchi da veri esperti del food, un breve decalogo che i tecnologi caseari, i salumai e gli chef della Gegel, hanno pensato per aiutarvi a preparare un cestino da picnic veramente unico, che renderà la vostra giornata un qualcosa da ricordare con piacere!</p>
<p class="p2"><strong>Eccoci a voi:</strong></p>
<p class="p2">Iniziamo dalla scelta del tagliere! Anche se mangerete all’aperto, sceglietene sempre uno in legno! Per i piatti, il must è rappresentato da quelli in legno, leggeri ed ecologici, ma andranno benissimo anche quelli in cartone riciclato, dal design moderno e sicuramente più pratici. Così, occhi e ambiente vi ringrazieranno!</p>
<p class="p2"><strong>Come scegliere i salumi e i formaggi?</strong></p>
<p class="p2">Per i Formaggi e i Salumi i criteri di scelta e di presentazione saranno i medesimi, dal più fresco al più stagionato. Iniziamo parlando dei salumi, per poi passare alla scelta del pane ed infine illustreremo anche i formaggi, che potranno essere degustati perfino come dessert.</p>
<p class="p2">Si devono sempre accostare salumi diversi, per sapore e consistenza, magri e grassi, per essere sicuri di accontentare tutti. Per quanto riguarda le porzioni, puntare sempre alla qualità piuttosto che alla quantità. Considererete 2 fette di salume a testa (circa 40/50 grammi) e proporrete almeno 6 diversi tipi di affettati, tra crudi e cotti. Tra i salumi crudi rientra la maggior parte dei salumi italiani: prosciutto crudo, speck, pancetta, coppa, guanciale, salsiccia, lardo, lonza e bresaola. Tra i cotti la mortadella, il prosciutto cotto, la porchetta e il prosciutto arrosto. Pensiamo sempre a tutti i nostri amici commensali e ricordiamoci che i salumi cotti hanno il vantaggio di poter essere consumati senza rischi anche da chi è in dolce attesa!</p>
<p class="p2">La mortadella, il prosciutto (sia cotto che crudo), la coppa, la pancetta e il guanciale generalmente si portano già tagliati da casa, a fette molto sottili. La mortadella e il prosciutto potranno anche essere tagliati a cubetti.</p>
<p class="p2">I salami e le salsicce andranno tagliati a fette più spesse, trasversali e comunque di forma circolare.</p>
<p class="p2">Disporrete i salumi e uno a fianco all’altro, partendo da quelli più grossi e dai sapori più neutri fino ad arrivare a quelli più sottili e dal gusto più forte e piccante.</p>
<p class="p2">Secondo questo principio, sarebbe meglio disporre anche i formaggi in base al loro grado di stagionatura: da quelli meno stagionati a quelli a maggiore stagionatura.</p>
<p class="p2">I salumi più dolci dovranno precedere i più salati, mentre quelli speziati andranno gustati dopo i più neutri. Attenzione anche alla marezzatura, ossia il grado di infiltrazione del grasso: il più magro precede il più grasso. Una pancetta, quindi, dovrà sempre essere posizionata dopo una bresaola o una coppa. Ricordiamoci che siamo in agosto. Ne basterà davvero un piccolo assaggio!<span class="Apple-converted-space">   </span></p>
<p class="p2"><strong>Per i formaggi valgono gli stessi principi presentati per i salumi.</strong></p>
<p class="p2">Meglio non scegliere più di 4-5 tipologie, da quello più delicato a quello più forte, dal più fresco al più stagionato.<span class="Apple-converted-space">  </span>La scelta potrà anche includere prodotti più “freschi”, quali una caciotta di latte vaccino o delle mozzarelle, sia di latte vaccino che di bufala. Gli chef raccomandano un uso sapiente della ghiacciaia da picnic! Le mozzarelle sono sì più delicate dei formaggi, ma non potranno essere presentate troppo fredde, altrimenti perderebbero il gusto e la morbidezza che caratterizzano la pasta filata. Teniamo la cesta da picnic all’ombra e leggermente refrigerata. I formaggi vanno serviti a temperatura ambiente: esprimeranno al massimo tutti gli aromi.</p>
<p class="p2"><strong>Riassumendo:</strong></p>
<p class="p2"><strong>per i formaggi</strong>, potrete visitare la collezione di Pecorini abruzzesi <strong>San Tommaso Specialità Alimentari</strong>! Avrete la possibilità di far assaggiare una selezione di formaggi di diversa stagionatura &#8211; per una degustazione orizzontale &#8211; oppure verticale, scegliendo lo stesso tipo di pecorino invecchiato in tempi diversi. Potrete anche costruire una degustazione che metta in risalto il territorio di provenienza! Infatti, con San Tommaso Specialità Alimentari troverete il formaggio abruzzese declinato in tutte sue sfaccettature. Se invece voleste provare sapori di altri territori, con <strong>Caseificio dei Sapori</strong> potrete scegliere il meglio in fatto di pecorini e formaggi toscani, sardi e pugliesi. Se vorrete deliziarvi con una bianca e morbida tipicità molisana, nel Caseificio dei Sapori troverete il <strong>tesoro di Bojano, la celebre Mozzarella e Fior di Latte</strong> che i nostri esperti Gegel hanno selezionato per voi!</p>
<p class="p2"><strong>Per i salumi</strong>, <strong>tra i crudi</strong> potrete attingere dalla collezione di San Tommaso Specialità Alimentari: salami, salamini, salsicce, ventricine, prosciutti, tutti rigorosamente made in Abruzzo con metodi artigianali che rispettano la tradizione e il “gusto vero” del salume italiano! <strong>Tra i cotti</strong>, sbalordirete i vostri amici proponendo la morbida raffinatezza di <strong>Cottoèssenza Antica Salumeria</strong>, il cotto 100% italiano realmente differente e la golosa e immancabile <strong>Mortadella bolognese IGP</strong>!</p>
<p class="p2"><strong>Un picnic insuperabile!</strong></p>
<p class="p2">Vi abbiamo svelato davvero tutti i nostri segreti per realizzare una <strong>sinfonia di antipasti</strong> che renderà il vostro <strong>picnic davvero insuperabile</strong>! Troverete tutte le bontà di <strong>San Tommaso Specialità Alimentari, Antica Salumeria e Caseificio dei Sapori</strong> nei migliori negozi della vostra città!</p>
<p class="p2">Buona estate.. con tanti buoni picnic! Buone vacanze, dagli chef e da tutto lo Staff Gegel!</p>
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		<title>Buitoni 1827, due secoli di cose buone in cucina!</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/buitoni-1827-due-secoli-di-cose-buone-in-cucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2019 09:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><strong>Avete mai pensato all’inventore del prodotto che state per mangiare?</strong></p>
<p class="p1">A chi è stata la persona che ha inventato la ricetta, la confezione, la forma del prodotto che state per assaggiare?</p>
<p class="p1">A chi ha ideato quella speciale confezione, che vi occhieggia ammiccante dagli scaffali, quando siete nel negozio sotto casa o al supermercato del centro commerciale?</p>
<p class="p1">Inauguriamo con questo articolo una nuova serie di appuntamenti! Vi racconteremo la storia delle Aziende, gli aneddoti, i retroscena e tutte le curiosità che hanno reso famosi quei marchi, che entrano nelle nostre case praticamente tutti i giorni!</p>
<p class="p1">Oggi vi racconteremo la storia di una grande azienda italiana, la prima che abbiamo incontrato sul nostro cammino imprenditoriale e della quale siamo il partner esclusivo per il territorio adriatico fin dal lontano 1984: <strong>la Buitoni.</strong></p>
<p class="p1">Quando <strong>Giovanni Battista Buitoni</strong> (1769-1841) e sua moglie <strong>Giulia Boninsegni</strong> avviano la loro attività, non esistevano nemmeno le lire! Nel 1827 infatti, le merci si potevano scambiare in “lire Carlo Felice”, in “soldi” oppure in “quattrini”, nel loro piccolo negozio di pasta a Sansepolcro, nell&#8217;allora Granducato di Toscana.</p>
<p class="p1">Nel 1856, i figli Giuseppe e Giovanni aprono un laboratorio ad un tiro di schioppo, nella confinante provincia di Perugia, a Città di Castello, aumentando la produzione e specializzandosi in pastina glutinata, all’epoca ritenuta un toccasana per bambini in fase di crescita e per persone adulte debilitate o ammalate.</p>
<p class="p1"><strong>Dalla Perugina alla IBP: dal romanticismo degli esordi alla scalata in borsa.</strong></p>
<p class="p1">Alla produzione di pasta si affiancano quella del cioccolato e dei dolciumi. Insieme ad Annibale Spagnoli ed altri soci, il 30 novembre 1907 Francesco Buitoni, il figlio di Giovanni, costituisce a Perugia, con un capitale sociale di 100.000 lire, la &#8220;Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti&#8221;, che diventerà poi &#8220;La Perugina &#8211; Cioccolato e Confetture&#8221;.</p>
<p class="p1">Negli anni che seguono, la storia della Buitoni si intreccia con quella della <strong>Perugina</strong>, non costituendo un organismo polisettoriale integrato, ma dando luogo ad un&#8217;alleanza informale legata alla comune proprietà.</p>
<p class="p1">Nel ramo “pasta” del gruppo Buitoni, gli anni venti vedono andamenti economici e scelte strategiche differenti, i criteri di conduzione aziendale sono ancora approssimativi. Ma questo non ne impedisce l’espansione. <strong>Nel 1923 la trasformazione societaria muterà in modo irreversibile: da piccola società anonima, la Buitoni diventa un’azienda con un capitale di 1 milione e 800 mila lire!</strong></p>
<p class="p1">Nel 1934 viene creata la <strong>prima filiale all&#8217;estero</strong>, in Francia, mentre nel 1939 Giovanni Buitoni si trasferisce negli Stati Uniti, dove apre un <strong>negozio Perugina a New York e poi la Buitoni Foods Corporation</strong>.</p>
<p class="p1">Siamo ormai nel dopoguerra: nasce nel 1953, la IBO: International Buitoni Organization, per raccordare le attività della Perugina e della Buitoni in Italia con le attività delle filiali estere di Francia e Stati Uniti. Buitoni e Perugina si fondono: nasce la <strong>IBP &#8211; Industrie Buitoni Perugina</strong>: tre anni più tardi, il gruppo fa il suo ingresso in Borsa.</p>
<p class="p1"><strong>La macchia verde dei prodotti Buitoni.</strong></p>
<p class="p1">Dagli anni ’60 ad oggi sono centinaia i prodotti che hanno affiancato la pasta, <strong>veri e propri amici in cucina</strong> che tutti noi abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare. <strong>Cosa vuol dire Buitoni oggi, cosa c’è dietro il suo color verde che ammanta e caratterizza ogni confezione? </strong>Dalle fette biscottate agli aromi, ai panificati e ai sostitutivi del pane, fino alle fragranti <strong>pizze Bella Napoli</strong>, le pizze surgelate più vendute ed amate d’Italia, create da Buitoni in omaggio ad uno dei simboli della cultura alimentare italiana, arrivando al settore del fresco, per il quale Buitoni ha sempre avuto una passione speciale, con le sue paste ripiene, le salse ed i pesti, le innovative basi di <strong>pasta sfoglia</strong> che riscuotono un successo sempre crescente da oltre vent’anni, vantando innumerevoli tentativi di imitazione che non fanno altro che renderle ancora più uniche!</p>
<p class="p1">Buitoni è oggi un’azienda moderna che guarda al passato ed è orientata al futuro, che dialoga con i suoi consumatori, alla ricerca continua di nuove soluzioni alimentari, che spaziano dallo studio delle nuove tendenze (come il mondo del wellness-salutistico o quello delle intolleranze alimentari), allo sviluppo di ricette sempre più equilibrate e gustose, che possano stupire i consumatori già a partire dalla confezione.</p>
<p class="p1">Tutto questo è Buitoni: due secoli di esperienza nel settore alimentare, ogni giorno al tuo fianco per rompere la routine in cucina, portando a tavola il gusto e l’allegria!</p>
<p class="p1"><strong>Un circolo virtuoso a 360° che dura da quasi due secoli e di cui siamo fieri di far parte, in qualità di distributori ufficiali sul nostro territorio dal 1984.</strong></p>
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		<title>Sicurezza Alimentare: tutto quello che devi sapere</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/sicurezza-alimentare-tutto-quello-che-devi-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 03:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quisque nisl lectus, accumsan et euismod eu, sollicitudin ac augue. In sit amet urna magna. Curabitur imperdiet urna nec purus egestas eget aliquet purus iaculis. Nunc porttitor blandit imperdiet. Nulla facilisi. Cras odio ipsum, vehicula nec vehicula sed, convallis scelerisque quam. Phasellus ut odio dui, ut fermentum neque.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa presto a dire “sicurezza”. Se poi ci si riferisce all’alimentazione e al cibo, le difficoltà aumentano in modo esponenziale. Cerchiamo di fare chiarezza su alcuni punti fermi, spiegando cosa si intende con quest’espressione e quali sono le implicazioni che impattano sul nostro vivere quotidiano.</p>
<p class="p1">Per <strong>sicurezza alimentare</strong> s’intende un concetto molto semplice ma al contempo complesso e ricco di sfaccettature, poiché nel momento in cui si parla di cibo gli aspetti da tenere in considerazione sono moltissimi a partire dall’igiene del medesimo, all’igiene di chi lo manipola, agli imballaggi utilizzati, al materiale, agli aspetti microbiologici, climatici e ambientali.</p>
<p class="p1">Gli aspetti da considerare sono sia quelli prettamente igienici sia quelli sanitari, in cui l’obiettivo comune è quello di offrire ai consumatori la massima tranquillità su ciò che vanno ad acquistare: sia una mela o una mozzarella, in ogni caso il prodotto dovrà sempre assolvere ai requisiti di salubrità.</p>
<p class="p1">In altre parole: è possibile sostenere che <strong>la sicurezza alimentare</strong> <strong>è uno strumento</strong> atto a mantenere la salute del consumatore sorvegliando &#8211; dagli alimenti all’acqua, e a tutti i vari processi produttivi, fino alle diverse condizioni igieniche.</p>
<p class="p1">Si tratta di un concetto legato alla consapevolezza igienico-sanitaria che si applica agli aspetti nutrizionali, merceologici e organolettici di qualsiasi alimento in tutta la catena produttiva, soprattutto in quei luoghi e realtà in cui, per svariati motivi legati alla povertà, le condizioni sanitarie potrebbero non fornire adeguata protezione alla popolazione presente, o dove &#8211; per cause climatiche, ambientali o politiche &#8211; la qualità del cibo diventa assai rischiosa.</p>
<p class="p1"><strong>Ogni produttore italiano</strong> ha a disposizione degli strumenti per immettere sul mercato un prodotto sicuro dal punto di vista alimentare; molti sono obbligatori, alcuni sono facoltativi, ma il semplice fatto che siano messi in atto fa sì che il prodotto finale sia garantito al consumatore come di ottima qualità.</p>
<p class="p1">Primo fra tutti è quell’insieme di misure che prende il nome di <strong>HACCP</strong>, il quale è stato introdotto attraverso il decreto legislativo n 155 del 1997; si trattava di un decreto a valenza ovviamente nazionale che è stato poi abrogato da uno di tipo comunitario, il Reg. Ce 852 del 2004, il quale disciplina l&#8217;igiene e l&#8217;autocontrollo all’interno delle industrie alimentari. Si tratta di un Regolamento che estende l’HACCP alla produzione primaria (quella agricola, cioè) ed è &#8220;flessibile&#8221; nei confronti delle piccole imprese.</p>
<p class="p1">Esistono poi, come sopra anticipato, tutta una serie di misure che sono adottate volontariamente dalle aziende, come ad esempio lo <strong>Standard ISO 22000:2005</strong>, relativo alla rintracciabilità all’interno delle filiere agroalimentari.</p>
<p class="p1">Quindi da una parte esistono strumenti in mano agli stessi produttori atti al controllo dedicato alla sicurezza alimentare, dall’altra parte esistono dei “controllori”, cioè delle realtà ben specifiche che hanno il fine di controllare sull’operato delle aziende alimentari grandi o piccole che siano.</p>
<p class="p1">Ad esempio esiste l’<strong>EFSA</strong> ovvero l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Acronimo di European Food Safety Authority, si tratta dell’Agenzia dell’UE, nata e fondata nel 2002 con sede a Parma.</p>
<p class="p1">La sua nascita è stata spinta dalla necessità di creare un punto fermo e di riferimento per trattare, prevenire e gestire tutte le problematiche legate alla sicurezza alimentare, soprattutto a fronte delle crisi degli anni ’90 in ambito alimentare. <strong>È una fonte assolutamente indipendente</strong>, con la finalità di mantenere la fiducia nei riguardi dei consumatori riguardo alla loro spesa quotidiana.</p>
<p class="p1">L’EFSA è un organo che valuta il rischio alimentare attraverso il lavoro di diversi comitati scientifici costituti da professionisti del settore, specialisti di alto livello scientifico e professionale, i quali possono fornire le basi corrette per un approccio anche legislativo e per permettere poi alla Commissione Europea e allo stesso Parlamento europeo (cui fanno parte i diversi Stati Membri) di scegliere fra le diverse decisioni collegate al rischio alimentare.</p>
<p class="p1">Su cosa lavora l’EFSA?</p>
<p class="p1">Sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi, sula nutrizione e lo stesso benessere degli animali, ma anche la protezione e la salute delle piante. In tutte queste aree, l’EFSA offre una consulenza assolutamente oggettiva che pone le sue basi su elementi prettamente scientifici. L’EFSA dovrebbe rappresentare quindi quell’organismo europeo, con riconoscimento internazionale, su cui appoggiarsi per la valutazione dei rischi sia legati agli alimenti sia per i mangimi ecc.</p>
<p class="p1">L’EFSA è già stata particolarmente attiva e presente durante il periodo di allarme suscitato dalla BSE (l’encefalopatia spongiforme bovina), dalla TSE (encefalopatie spongiformi trasmissibili) oppure per l’impiego dell’aspartame, gli allergeni, gli OGM, l’allevamento dei pesci, l’influenza aviaria, lo studio dedicato ad esempio alle sostanze potenzialmente cancerogene ecc.</p>
<p class="p1">Un altro strumento legato alla sicurezza alimentare è il <strong>Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare</strong>. Si tratta di un importante elemento strategico che la Commissione Europea ha prodotto per delineare un insieme di misure strettamente legate alla Sicurezza Alimentare; tra queste misure si ricordano la suddetta Autorità alimentare europea autonoma oltre ad un quadro giuridico capace di assicurare protezione per il consumatore nella formula “<strong>Farm To Fork</strong>” ovvero dalla “fattoria/azienda fino alla tavola/forchetta”.</p>
<p class="p1">Nel Libro Bianco sono anche contemplati una serie di sistemi di controllo gestiti a livello nazionale e un’apertura costante a livello di <strong>dialogo diretto con i consumatori</strong>. La comunicazione in tal senso dovrebbe, infatti, essere non unilaterale ma di tipo interattivo, ad esempio tramite consultazioni rivolte al grande pubblico (per capire com’è “sentita”, avvertita la sicurezza alimentare da parte del consumatore medio), dando la possibilità di poter prendere contatti con le aziende (es. numero verde) o direttamente con gli esperti per avere risposte a dubbi, perplessità ecc.</p>
<p class="p1">La Commissione si sta molto impiegando, ad esempio, per fornire informazioni sempre più specifiche relative a determinate fasce sociali più deboli o fragile come ad esempio le donne durante la gravidanza, gli immunodepressi, le persone anziane ecc. Tra gli strumenti più utilizzati vi sono le etichette attraverso le quali il consumatore può desumere moltissime informazioni utili e pratiche.</p>
<p class="p1"><strong>Secondo il Libro Bianco è molto importante ed è più volte ribadito e sottolineato come sia essenziale una strategia a livello globale applicata a tutta la catena alimentare improntata sulla rintracciabilità, l’efficacia, la corretta formazione degli operatori, l’analisi meticolosa dei rischi ecc, per poter raggiungere gli obiettivi di sicurezza volti al consumatore finale.</strong></p>
<p class="p1">Con oltre 1.400 segnalazioni, nel 2017 <strong>l&#8217;Italia </strong>è stato il Paese europeo più attivo nel sistema di allerta rapido europeo per alimenti e mangimi che garantisce la sicurezza alimentare. È quanto si legge in un rapporto della Commissione Ue. Il primato nell&#8217;utilizzo dello strumento per lo scambio di informazioni tra autorità nazionali Ue sulle misure adottate in risposta a questi rischi nasce dal maggior numero di prime notifiche e di risposte a segnalazioni degli altri stati membri. <strong>Questo segnala il livello di guardia molto alto che le autorità italiane mantengono sulla sicurezza alimentare</strong>, spiegano i tecnici a Bruxelles.</p>
<p class="p1">Insomma, <strong>l’Italia si dimostra essere veramente al top in materia di sicurezza alimentare</strong>! Merito probabilmente della nostra cultura in fatto di Cibo, verso il quale nutriamo un’attenzione quasi sacrale che precede le normative vigenti, financo le più severe!</p>
<p class="p1"><strong>E alla Gegel?</strong> Fin dall’anno della nostra fondazione, nel 1984, abbiamo operato scegliendo come partner solo aziende certificate. Lavorando nella catena del freddo, abbiamo sviluppato un’attenzione particolare a questo tipo di problematiche, in particolar modo a quelle legate alla conservazione dei cibi. Nei primi anni ’80 la tecnologia viaggiava ad una velocità doppia rispetto a quanto previsto dalla normativa dell’epoca. In questo senso, aziende come la nostra sono state le promotrici di tutta una serie di attività divenute poi l’abc della sicurezza alimentare.</p>
<p class="p1"><strong>Tutti i nostri prodotti</strong> ed anche quelli distribuiti con altri marchi nazionali ed esteri, siano essi freschi, surgelati o shelf stable<strong>, vengono minuziosamente controllati in origine</strong>, condividendo le metodologie di produzione della società terza, poi <strong>durante il trasporto</strong>, ed infine, per tutto il <strong>tempo di permanenza</strong> nel nostro magazzino <strong>dal nostro tecnologo e da tecnici specializzati.</strong> I controlli sono quotidiani, ed assicurano il 100% della qualità del prodotto immagazzinato. Durante il trasporto di vendita al rivenditore finale, le operazioni di caricamento degli automezzi vengono costantemente monitorate, così come l’automezzo stesso. In questo modo, <strong>ogni consegna firmata Gegel</strong> assicura la piena qualità di ogni singolo prodotto garantendone <strong>la totale sicurezza alimentare</strong>.</p>
<p class="p1"><strong>Se volessi saperne di più</strong> in materia di sicurezza alimentare e fossi interessato a conoscere e a verificare il nostro centro di distribuzione, chiedi al tuo Agente di fiducia Gegel.</p>
<p class="p1">Gegel: dal 1984, qualità e sicurezza alimentare al servizio del professionista della distribuzione e della ristorazione moderna.</p>
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		<title>Il gelato, una storia italiana</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/il-gelato-una-storia-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 03:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nullam commodo lobortis nibh, vitae accumsan velit dapibus sed. Nunc ac sem eu libero pretium faucib. Quisque et semper odio. Praesent tortor ligula, imperdiet sed aliquet ut, pharetra at nisi. Etiam sit amet molestie est. Donec id turpis vitae leo viverra adipiscing at sed nisi. Donec ut justo nunc. Vivamu bibendum erat ac nunc sollicitudin lacinia. Phasellus sed lacus magna.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Dubito che ci sia al mondo una sorpresa più sconvolgente della prima volta che assaggi un gelato. </em><br />
(Heywood Campbell Broun)</p></blockquote>
<p>Il gelato è stato apprezzato dai consumatori italiani anche lo scorso anno. I dati dell’Igi, l’Istituto del gelato italiano, evidenziano una tendenza importante, che rimarca ancora una volta la bontà del gelato industriale. Un andamento in linea con i dati 2018 che hanno visto il consumo di oltre tre milioni e mezzo di coni, biscotti, coppette, ghiaccioli, per un totale di oltre 3 kg di gelato pro-capite. Secondo un’indagine svolta dall’Istituto di ricerca Doxa è emerso che il gelato è un alimento che piace al 95% degli italiani.</p>
<p>Un prodotto estremamente nutriente e digeribile che fa parte di un menù giornaliero sano ed equilibrato. Un trend che sta sempre maggiormente prendendo piede e che è confermato anche dall’indagine Igi Doxa, secondo cui tre italiani su dieci lo consumano almeno 3 o 4 volte (16%) o addirittura tutti i giorni (11%). Gli analisti di settore definiscono il gelato una referenza anti-ciclica, che si consuma tutto l’anno, sebbene il picco dei consumi sia legato ai mesi estivi.</p>
<p>I più venduti? I gelati da asporto che rappresentano circa il 75% delle quantità totali e oltre il 76% del fatturato del comparto. Al loro interno hanno dominato i multipack, seguiti da vaschette e secchielli.</p>
<p>I gusti preferiti.</p>
<p>Le proposte sono davvero infinite e ogni stagione si sperimentano nuovi accostamenti, ma alla fine sono i grandi classici a spuntarla. I primi quattro gusti di gelato più amati sono:</p>
<ul>
<li>il cioccolato con il 27% delle preferenze</li>
<li>la nocciola (20%)</li>
<li>il limone (13%)</li>
<li>la fragola (12%)</li>
<li>Seguono crema (10%), stracciatella (9%) e pistacchio (8%).</li>
</ul>
<p>I gusti di crema sembrano essere preferiti ai gusti di frutta visto che il 73% del campione dichiara di scegliere sempre almeno un gusto di crema quando acquista un gelato.</p>
<p>Gli appassionati del gelato consumato a casa, se si considera il consumo annuo, sorpassano anche se di poco quelli del gelato consumato fuori casa: 74% contro 70%. Merito anche di un acquisto sempre più frequente di gelato confezionato, che riguarda, sempre al di là della stagionalità, più di 4 Italiani su 10.</p>
<p>A casa e fuori casa. Qualche numero.</p>
<p>A casa il gelato è un rito che accompagna le cene e i dopocena in famiglia, a seguire quelle con il proprio partner (47%) e poi con i figli (36%) o in compagnia di ospiti e amici (34%).</p>
<p>Il piacere di un gelato in solitudine a casa “raddoppia”: 19% contro il 10% del fuori casa. Sempre a casa, trionfa il gelato in vaschetta (58%), seguito dai coni, anche confezionati (24%) e dalle coppette (20%).</p>
<p>Nel consumo casalingo, godono di particolare accettazione i mini-gelati, ossia le miniature che riproducono le diverse tipologie di gelati classici. Tra questi i mini-stecchi, i mini-coni, i mini-biscotti e molti altri.</p>
<p>Questi prodotti, che hanno il vantaggio di regalare il piacere del gelato in poco più di un boccone, vengono considerati adatti ad ogni momento, comodi, pratici e ideali per il dopocena a casa da 5/6 Italiani su 10. Mentre 3 o 4 Italiani su 10 apprezzano il fatto che con i mini gelati è possibile assaggiare più di un prodotto assumendo le stesse calorie di un unico gelato grande oppure ridurle drasticamente, accontentandosi di un solo gelatino.</p>
<p>Fuori casa. Fuori di casa il gelato si condivide quasi esclusivamente con gli amici (63%) e con il partner (40%). Il cono con cialda in questo caso trionfa con il 72% delle preferenze, seguito dall’intramontabile coppetta (29%), dallo stecco/bastoncino, dal biscotto e dal secchiello/vaschetta.</p>
<p>Cosa ci piace di lui?</p>
<p>Per gli Italiani il gelato è sinonimo di gusto e piacere (95%), allegria (84%), compagnia (75%), libertà (55%) e autogratificazione (50%), ma anche, in misura minore, di seduzione e trasgressione. Innanzitutto il gelato piace perché è buono e rinfrescante e poi perché goloso (54%), freddo (49%), cremoso (48%) e nutriente (48%).</p>
<p>Il gelato è quindi:</p>
<ul>
<li>un piacere per il palato (dal 93% degli Italiani)</li>
<li>un momento di relax (89%, soprattutto donne over 35 del Nord Ovest)</li>
<li>un alimento ideale per i bambini (81%).</li>
</ul>
<p>C’è chi lo considera anche (il 34%) uno dei massimi piaceri della vita o un ottimo modo per coccolarsi.</p>
<p>Guardando qualcuno che mangia un gelato gli Italiani pensano che:</p>
<ul>
<li>è una persona golosa (57%)</li>
<li>è una persona felice (39%)</li>
<li>si sta premiando (23%).</li>
</ul>
<p>Il gelato rimanda soprattutto (74%) all’estate e ai suoi riti: il mare, le vacanze, le serate con gli amici e le passeggiate serali. Per il 20%, invece, il gelato fa affiorare ricordi d’infanzia e per il 12% le feste in famiglia o le serate casalinghe in piacevole solitudine.</p>
<p>Come anticipavamo ad inizio articolo, il gelato industriale può tranquillamente entrare a far parte di un menu giornaliero sano ed equilibrato. Basta tener conto del suo valore energetico e nutrizionale e alternarlo con altri alimenti, ricordando sempre che il bilancio delle calorie è fatto di entrate e uscite e che, per mantenersi in forma, è fondamentale un’adeguata e regolare attività fisica, almeno tre volte a settimana.</p>
<blockquote><p>Alla Gegel abbiamo fatto nostra la cultura del gelato italiano. Siamo nati nel lontano 1984 come distributori esclusivi di Gelati Motta per la provincia di Chieti. Ne è passata di acqua sotto i ponti! Oggi siamo distributori dei grandi marchi che hanno fatto la storia della Gelateria Industriale Italiana, e siamo pronti per consegnarti i grandi classici e tutte le novità che fanno ormai parte della nostra vita: Coppa del Nonno, Maxibon, La Cremeria, Antica Gelateria del Corso, Smarties, Kit Kat, Oreo, Toblerone, Milka, Mottarello, Pirulo!</p>
<p>Oltre 200 varietà di prodotti, multipack, coni, biscotti, coppette, stecchi, vaschette, secchielli, mantecati, mini gelati, ghiaccioli, sorbetti, bon bon, torte e tronchetti! Moltissimi gli articoli senza lattosio e le gamme senza glutine.</p></blockquote>
<p>La stagione è alle porte, fatti consigliare da Gegel! Dal 1984, esperienza in gelateria, al servizio dei professionisti della ristorazione e della distribuzione moderna!</p>
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		<title>2019 Food Trends, un viaggio nel mondo che cambia.</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/2019-food-trends-un-viaggio-nel-mondo-che-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 08:38:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella.</em><br />
(Anthelme Brillat-Savarin)</p></blockquote>
<h3>Un viaggio nel mondo che cambia. Venite con noi, vi presentiamo i tre macro trend internazionali. Scoprite insieme a noi le novità dal mondo del food!</h3>
<p>Il 2019 è un anno di importanti cambiamenti e di altrettante conferme nelle abitudini alimentari. Continua a crescere l’attenzione al consumo di zuccheri da parte dei paesi occidentali. Prosegue incessantemente la guerra all’obesità e al diabete. Negli USA e in Francia sono state introdotte normative severe, delle vere e proprie sugar-tax.<br />
L’illustre National Geographic ha presentato i Global Trends to Watch, basati sulle osservazioni e sulle ricerche condotte dal giornalismo internazionale più qualificato, come The Telegraph, Bloomberg, Forbes, BBC, sulle tendenze 2019 del comparto agroalimentare.</p>
<p class="p4"><span class="s1"><strong>Trend n.1: La lotta allo spreco:</strong> viaggia in prima posizione, seguita a ruota dalla richiesta di piatti vegetariani e vegani (unitamente al settore di cibi a contrasto delle intolleranze alimentari), e l’innovazione dei sistemi di consegna, della produzione, preparazione e reperibilità del cibo fresco.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><strong>Trend n.2:</strong> <strong>Il settore vegetariano. </strong>Il trend dei prodotti naturali, green e vegetariani è in continua ascesa: da ruolo di nicchia sta scalando le posizioni. Quest’anno occupa uno spazio di primo piano sulle tavole di fascia medio alta. È la scelta vincente del Food &amp; Beverage.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Queste due macro tendenze sono di fondamentale importanza e costituiscono la base di partenza per lo sviluppo di nuove gamme di prodotti, di nuovi modi di fare intrattenimento televisivo e diffondere cultura gastronomica. Questa nuova era culinaria prevede un sempre maggior impiego di materia prima a base vegetale utilizzata per elaborare ricette e preparazioni anche complesse, che traggono ispirazione dai menù delle tradizioni contadine di una volta. <span class="Apple-converted-space">   </span></span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Ortaggi e frutta e verdure stanno vivendo una crescita notevole: aumentano le richieste dei consumatori, che guardano con favore un potenziamento del mondo vegetariano nella dieta tradizionale.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Una tendenza che sta portando sempre più produttori a estendere e creare linee di prodotti biologici e i distributori a dare più spazio e più profondità alla loro offerta, assecondando il gusto e l’attenzione dei consumatori che non fanno del prezzo una priorità e sono molto attenti alla sicurezza alimentare e alla salute personale e dei propri familiari.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">La tendenza a privilegiare la qualità dei cibi è in costante ascesa.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Secondo Coldiretti, la spesa alimentare è l’espressione di uno stile di vita ben delineato. Il 40% degli italiani considera i prodotti a chilometro zero garanzia di cibi freschi e sicuri. E un altro 40% li ritiene essere anche la soluzione più rapida per sostenere l’economia del territorio. Cambiano i consumi tra la tipologia (e la capacità di portafoglio) dei clienti: i consumatori di alta fascia sono sempre più scrupolosi e attenti al cibo sano e ai trend gastronomici di moda. La fascia di clientela mediana appare attenta agli sprechi e più sensibile nei consumi, ma ricerca comunque ingredienti di qualità. Chi guarda in primis al prezzo, privilegia consumi più disparati e spesso cibi preparati rispetto a quelli freschi, a seconda della fluttuazione dei prezzi e delle offerte. In ogni caso aumentano le possibilità e la fantasia in cucina. Sia per il facile accesso a ricette nuove e programmi televisivi sempre più incentrati sul cibo e la sua trasformazione, sia per l’ampiezza dell’offerta: c’è un’aumentata disponibilità di ingredienti anche rari ed esotici per seguire le diete tradizionali mediterranee con le ricette estere o una contaminazione tra le due.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><strong>Trend n.3: L’innovazione</strong>. Quest’anno, è il <strong>Beauty &amp; Food</strong> la nuova tendenza! Alimenti naturali, buoni per il palato e per la salute, diventano anche ingredienti per la cura e l’igiene della persona: semi, mandorle, avena, olii, miele, spezie ed erbe. Aumentano infatti i prodotti per la cura della persona che evidenziano in etichetta la presenza di ingredienti del mondo del cibo, che aumentano specularmente le vendite anche sugli scaffali dei distributori. Questo si evince dall’analisi condotta su oltre 11.500 prodotti dalla Nielsen Italia.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">L’alto gradimento verso gli ingredienti con proprietà salutari, come ad esempio avena, mandorle, miele, bacche, semi, frutti rossi, si riflette anche nel settore beauty, dove vengono privilegiati gli acquisti di creme per il viso e per il corpo, shampoo, maschere per capelli, realizzate con questi prodotti alimentari.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Sono ingredienti dal doppio valore, che vivono un momento di popolarità tanto nel mondo del food quanto in quello del beauty: l’uno rafforza l’altro, in un circolo virtuoso.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><strong>Come fare ad accontentare i moderni consumatori? Come tenersi aggiornati e poter intercettare la domanda?</strong> Per tutti voi professionisti del food e della ristorazione, che abbiate un bar o una macelleria, un negozio di alimentari, un supermercato o un laboratorio gastronomico, un servizio di catering o un ristorante, <strong>è indispensabile monitorare il cambiamento del gusto dei clienti e i relativi macro trend</strong>.<span class="Apple-converted-space">  </span>Saper intercettare una maggiore richiesta ed essere pronti a rispondere ai nuovi bisogni emergenti con specifici prodotti, innovativi, <strong>che vanno incontro ai nuovi gusti della clientela.</strong></span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><strong>Questo ispira la nostra passione</strong>: aiutarvi a tenere il passo con le innovazioni e le novità del settore food!</span></p>
<p class="p4"><span class="s1"><strong>Non mancate le nostre presentazioni dei futuri nuovi successi!</strong> Con noi siete nel posto giusto! Rivolgetevi al vostro venditore Gegel! Dal 1984, al fianco del Professionista della Distribuzione e della Ristorazione moderna.</span></p>
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		<title>Innovazione, Servizio, Sviluppo: i perché del successo Gegel svelati al pubblico del Saral 2019.</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/innovazione-servizio-sviluppo-i-perche-del-successo-gegel-svelati-al-pubblico-del-saral-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 09:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’azienda commerciale di altissimo profilo. Questo il giudizio unanime espresso da tutti i partecipanti dopo aver fatto visita allo stand Gegel, <em>“Una fiera nella fiera”</em> come aforisticamente riassunto da un manager della ristorazione operante in Abruzzo.</p>
<p class="p3">12 appuntamenti quotidiani per altrettanti show cooking, presentazioni, postazioni fisse e mobili, degustazioni di prodotti alimentari, fasi di produzione presentate con una dovizia di dettagli e di particolari tecnici illustrati in modo impeccabile.</p>
<p class="p3">Una frequenza di novità e di show che ha reso davvero movimentata la vita del nostro servizio accoglienza, sempre pronto a regalare un sorriso ai tantissimi ospiti e clienti che affluivano a ciclo continuo.</p>
<p class="p3">Oltrepassato il cordone di accesso allo stand, iniziava un viaggio a tutto tondo nel mondo del <strong>food</strong>, della <strong>ristorazione</strong>, della <strong>distribuzione</strong>.</p>
<p class="p3">La suddivisione per aree di interesse e di approfondimento invitava la visita al settore successivo. Dalla riproduzione di un corridoio di un supermercato, alla rappresentazione ideale del layout di una vetrina a sviluppo verticale e di un banco taglio di un negozio di metratura inferiore.</p>
<p class="p3">Dal <strong>surgelato</strong> di eccellenza, pensato per la <strong>ristorazione</strong> di alto livello, all’<strong>ittico</strong> e alle <strong>carni</strong> <strong>provenienti dalle più selezionate aziende zootecniche del mondo</strong>, esclusive aree a tema, come l’<strong>isola della pizza</strong> e la <strong>prima scuola della pinsa</strong> – sì, abbiamo ospitato una vera e propria scuola di pinsa, un laboratorio di idee capace di ampliare le modalità di consumo inglobando nuovi trattanti.</p>
<p class="p3">Dai <strong>gelati tradizionali artigianali, agli irresistibili burger, alle tiepide mozzarelle appena preparate</strong>, un viaggio nella gastronomia e nella preparazione alimentare che ha messo d’accordo tutti, carnivori e vegani, ristoratori e distributori, entusiasmati da una spettacolare sequenza di cibi che parlavano idiomi diversi, dal molisano all’americano, dallo spagnolo argentino al siciliano, dal francese all’abruzzese.</p>
<p class="p3">Una babele linguistica sintetizzata dall’armonia perfetta di una parola soltanto: <strong>Passione!</strong> Una naturale passione per il miglioramento, inteso in termini di <strong>Innovazione, di Servizio e di Sviluppo</strong>.</p>
<p class="p3">Ci riteniamo estremamente preparati nel nostro mestiere ma anche molto fortunati! Abbiamo la fortuna di poter contare sempre sulla preziosa collaborazione delle<strong> nostre aziende partner</strong>, che con la loro partecipazione hanno reso possibile i coreografici allestimenti presso il nostro stand, le dimostrazioni, gli show cooking, condotti con insuperabile maestria da chef dotati di una creatività inferiore soltanto al proprio talento.</p>
<p class="p3">Un pensiero di profonda gratitudine è rivolto all’<strong>IPSSAR e ai suoi intraprendenti studenti,</strong> i quali con instancabile partecipazione hanno accolto i nostri ospiti, rendendo piacevole il loro soggiorno in tutti i settori dello stand.</p>
<p class="p3">Cala dunque il sipario sul<strong> Saral 2019</strong>. Ne siamo usciti arricchiti. Ci avete rivolto apprezzamenti, suggerito azioni, avete stimolato in noi nuove idee di business che svilupperemo d’ora in avanti. E che vi presenteremo, alla prossima edizione, con l’entusiasmo e la passione di sempre.</p>
<p class="p3">Continuate a seguirci. Vi attendono nuove opportunità! Chiamate subito il vostro Agente Gegel!</p>
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		<title>Saral 2019:  tutte le novità per il professionista dell’ho.re.ca e del retail food, firmate Gegel</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/saral-2019-tutte-le-novita-per-il-professionista-dellho-re-ca-e-del-retail-food-firmate-gegel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 09:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Saral 2019 è alle porte. </strong><strong>Gegel vi invita ad effettuare un viaggio nel mondo del food e vi attende nel proprio Stand per svelarvi tutte le novità e le nuove opportunità di business dedicate al professionista dell’ho.re.ca e della distribuzione moderna.</strong></p>
<p class="p1">Un’area espositiva suddivisa per aree tematiche, che riproduce connessioni tra il passato e il futuro, tra il classico e il moderno. Un percorso multisensoriale che vi inviterà a scoprire una nuova realtà. Gegel è pronta a svelare le sue carte, mostrando il meglio del mondo food e presentando i nuovi orizzonti di business e le opportunità commerciali da prendere al volo.</p>
<p class="p1"><strong>Il Saral 2019 è ormai alle porte: dal 10 al 13 marzo 2019</strong>, si terrà la XXVIII edizione del Saral Food (Alimentazione, Ristorazione, Gelateria, Pasticceria, Panetteria, Birre, Vini e Distillati), la più importante manifestazione fieristica di settore del distretto del medio adriatico, che si svolgerà nel polo fieristico &#8220;PescaraFiere&#8221;.</p>
<p class="p1">Dopo il grandissimo successo riscontrato nella precedente edizione, che ci ha attribuito un ruolo da protagonista nel mondo Food, <strong>abbiamo deciso di sviluppare</strong> un piano commerciale e di comunicazione ancora più interessante e innovativo.</p>
<p class="p1">A cominciare dal <strong>nuovissimo Stand</strong>, nel quale ospiteremo i nostri Clienti e tutti i Visitatori. Un <strong>percorso multisensoriale</strong> suddiviso per aree tematiche, dove verranno ricreati i percorsi storici e geografici che caratterizzano i prodotti alimentari, svelandone i segreti e le <strong>opportunità strategiche</strong>, accompagnando il visitatore a sperimentare e a scoprire, toccando con mano, com’è fatto “dentro”, un prodotto alimentare.</p>
<p class="p1">Via libera alla fantasia e alla sperimentazione, attraverso la rappresentazione delle principali fasi realizzative di una produzione di una Pizza e di una Pinsa (ci sarà una sorpresa a tema, è stata addirittura istituita una Scuola per l’occasione). Si respirerà un’aria carica di suggestioni, visitando l’area del Gelato, dove vi sembrerà di trovarvi immersi in un angolo di Sicilia, ma non chiedeteci il perché.</p>
<p class="p1"><strong>Scoprirete le novità delle più titolate aziende italiane in fatto di ho.re.ca e retail food</strong>, scoprendone i segreti, apprendendone le <strong>strategie, le potenzialità economiche</strong> derivanti da una <strong>corretta esposizione</strong> <strong>nell’area vendita</strong> (di un supermercato e di un negozio di metratura inferiore, per i quali abbiamo ricreato un percorso espositivo ideale). Conoscerete altre aziende più giovani ma non meno interessanti, che si sono affidate alla nostra esperienza per entrare in rampa di lancio alla scoperta di nuovi mercati.</p>
<p class="p1"><strong>Scoprirete i segreti</strong> del mondo delle carni, delle provenienze più disparate, dai tagli più ricercati e desiderati dai consumatori moderni. Assisterete a <strong>show cooking</strong> (uno sarà a ciclo continuo), estremamente coreografici, a metà strada tra arte gastronomica e business. Se siete estimatori dei tesori del mare, v’innamorerete dell’esposizione di ostriche freschissime adagiate su piccole distese di ghiaccio, che attendono di essere riprodotte anche nei vostri ristoranti, ad essere mangiate con gli occhi, e poi desiderate, dai vostri nuovi clienti!</p>
<p class="p1">Di più, non possiamo dirvi. Vi promettiamo soltanto di sorprendervi! Siamo a Saral! <strong>Vi aspettiamo, allo Stand GEGEL!</strong></p>
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		<title>Gli Italiani e il surgelato: una storia d’amore lunga 50 anni.</title>
		<link>https://www.gegel.it/blog/gli-italiani-e-il-surgelato-una-storia-damore-lunga-50-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia@admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 09:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The generated Lorem Ipsum is therefore always free from repetition injected humour, or non-characteristic words etc.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Il mercato dei <strong>cibi surgelati</strong> ha registrato una crescita generale del +2%. I motivi del successo possono essere riassunti in 4 macro-aree: praticità, qualità, lotta allo spreco, bilancio familiare.</p>
<p class="p1">Secondo il Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati presentato da IIAS, l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati, i consumi di prodotti alimentari surgelati nell’ultimo biennio sono cresciuti del 2% rispetto al 2016.</p>
<p class="p1">Solo nel 2017 sono state acquistate circa 841.500 tonnellate di prodotti surgelati, con performance al top per l’ittico (+5% rispetto al 2016, con un consumo complessivo di 113.400 tonnellate), le pizze (+2,1%, pari a 91.500 tonnellate di consumi complessivi) e i vegetali (+1,8%, che portano a 402.450 tonnellate i consumi complessivi).</p>
<p class="p1">Ogni italiano ha dunque consumato in media 13,9 chili di <strong>prodotti surgelati</strong>; ad acquistare prodotti surgelati nel nostro Paese sono stati ben 25 milioni di famiglie, con una penetrazione di più del 95% e un valore di mercato complessivo tra i 4.200 e i 4.500 milioni di euro.</p>
<p class="p1">A crescere sono stati un po’ tutti i segmenti del surgelato. Anche i piatti ricettati hanno ripreso a salire (+1,9%) dopo gli ultimi 6-7 anni, con 45.500 ton. tra retail e catering. I trend salutistici hanno influito sulle scelte dei consumatori: infatti, gli unici segmenti che hanno frenato, sono stati quelli dei prodotti a base di carne (-,3%) e le paste semi-lavorate (-10%).</p>
<p class="p1"><strong>Lotta allo spreco e bilancio familiare.</strong></p>
<p class="p1">Negli ultimi anni le aziende del comparto hanno interpretato correttamente le nuove esigenze del consumatore, coniugando la richiesta di prodotti a maggior contenuto “salute &amp; benessere” con quella di un elevato grado di servizio e praticità. Ma una delle principali ragioni del loro successo è che sono un vero “super-eroe” contro gli sprechi alimentari. Oltre a essere sempre più premiati dai consumatori per caratteristiche come l’alta qualità organolettica e nutrizionale o la varietà dell’offerta disponibile in tutti i mesi dell’anno,<strong> i surgelati sono molto ambiti anche per la loro funzione anti-spreco</strong>: questi alimenti pesano solo il 2,5% di tutto il cibo che sprechiamo a livello domestico; contro un 63% dei prodotti freschi e un 30% di quelli confezionati a breve scadenza.</p>
<p class="p1"><strong>Cinquant’anni d’amore.</strong></p>
<p class="p1">Dall’arrivo sul mercato italiano (inizio anni ‘70) ad oggi, l’innovazione nel campo della surgelazione ha fatto passi da gigante. E ci sono dei prodotti che, nel tempo, sono diventati l’emblema di un comparto sempre più apprezzato dai consumatori di tutto il mondo. In questa speciale top 5 troviamo: i <strong>bastoncini di pesce</strong>, il prodotto surgelato iconico per eccellenza, la versione più venduta è la classica e in Italia 10 mln di famiglie li consumano abitualmente; le <strong>pizze surgelate</strong>, che hanno vinto la concorrenza di quelle fresche da banco (il 12% in volume di tutti gli alimenti surgelati); le <strong>patatine fritte</strong>, che da sole rappresentano quasi il 15% del volume totale degli alimenti surgelati consumati nel nostro Paese, percentuale che schizza a quasi il 25% nel Fuoricasa; il <strong>minestrone</strong> e i <strong>piatti pronti</strong>, con consumi rispettivamente di 70.800 ton. e 45.500 ton. nel 2017.</p>
<p class="p1"><strong>Chi, dove, come e quando.</strong></p>
<p class="p1">Il consumo di prodotti surgelati è in continua crescita in Italia: quasi 1 italiano su 2 (il 44% dei nostri connazionali) li porta in tavola almeno una volta a settimana (e nel 7% dei casi, addirittura anche più di 2 volte). Tra i consumatori abituali spiccano gli uomini (sono il 48,9%) e in generale gli under 54 (con un picco di consumi del 53,1% nella fascia d’età 35-54).<br />
Nonostante siano sempre presenti nei freezer delle nostre case, sono numerosi i consumatori che ignorano aspetti davvero molto importanti in termini di valori nutritivi, sicurezza e modalità di consumo dei prodotti “sotto zero”. Un campione di consumatori, significativamente rilevante sotto il profilo statistico, è stato intervistato al riguardo. Ecco cosa ne è uscito.<br />
Innanzitutto “congelato” e “surgelato” non rappresentano la stessa cosa. Secondo la ricerca circa 1 italiano su 3 ha dichiarato di sapere che “surgelato e congelato non sono sinonimi”, pur non conoscendo bene le differenze. Sono prevalentemente i giovani e le donne ad avere le idee più confuse, affermando che “surgelato e congelato sono la stessa cosa” (il 16,2% degli under 35 e l’11,5% delle donne vs. 8,7% del totale Italia).<br />
Inoltre, il 43,5% degli Italiani non sa che a casa non si può “surgelare” e sono sempre in prevalenza le donne (48,9%) a mostrare questa lacuna. La surgelazione, infatti, è una tecnica prettamente industriale, mentre a livello domestico è possibile solo congelare. Scongelare un prodotto surgelato a temperatura ambiente è sconsigliato, eppure il 45,5% del campione intervistato è ancora convinto del contrario. Un prodotto scongelato può essere ricongelato ad una sola condizione: che venga prima cotto. In realtà, 9 italiani su 10 sembrano ignorare totalmente questa eccezione.</p>
<p class="p1"><strong>Leggere bene l’etichetta!</strong></p>
<p class="p1">Leggere e rispettare le indicazioni riportate in <strong>etichetta</strong> è indispensabile per un corretto uso e consumo degli <strong>alimenti surgelati.</strong> Su questo punto gli intervistati si sono mostrati consapevoli, tanto che un buon 72% dei consumatori la legge e la rispetta prima di consumare un <strong>prodotto sotto zero.<br />
</strong>Il 66% degli Italiani, poi, è al corrente che i surgelati non contengono conservanti aggiunti ai fini della conservazione, perché sa che basta il freddo a garantire la lunga conservazione dei cibi. Ma per oltre 1 italiano su 4 non è così (ben il 26% del campione, che pensa che i prodotti surgelati siano pieni di conservanti aggiunti). Inoltre, le <strong>verdure surgelate</strong> sono analoghe a quelle fresche in termini di vitamine e nutrienti, ma pare che sugli aspetti nutrizionali, i consumatori abbiano ancora molto da imparare: 7 su 10 credono che le verdure surgelate siano meno ricche di nutrienti e vitamine rispetto a quelle fresche; percentuale ancor più alta tra gli under 35 (74,3%).<br />
Inoltre, 4 italiani su 10 sanno che il <strong>pesce fresco</strong> e quello <strong>surgelato</strong> hanno lo stesso valore nutritivo. Gli intervistati non sembrano avere dubbi nemmeno sul fatto che i prodotti ittici surgelati sono sicuri al 100%: la ricerca mostra che ben il 37,8% del campione intervistato ritiene il pesce surgelato più sicuro di quello fresco (vs. il 27,2% che lo ritiene meno sicuro, mentre il circa 26% li considera equivalenti).</p>
<p class="p1"><strong>E al ristorante?</strong></p>
<p class="p1">Infine, in merito a prodotti sotto zero; e consumo fuori casa, la nostra penisola mostra ancora una volta posizioni contrastanti: poco meno di 1 italiano su 2 (47,3%) considera la presenza dell’asterisco nei menù un’informazione inutile. Non a caso, il 39,3% sostiene che se vuol mangiare un alimento al ristorante, lo prende anche se surgelato. Di contro, però, poco più della metà degli intervistati (52,7%) reputa la presenza dell’asterisco un’informazione utile e che spesso condiziona negativamente le proprie scelte dei cibi.</p>
<p class="p1">****</p>
<p class="p1">I colleghi e gli agenti di vendita che vantano anni di esperienza alla <strong>Gegel</strong>, dicono che con i surgelati “ci sono nati”! Ed hanno ragione, perché dal lontano 1984 la nostra azienda ha coltivato e sostenuto questo settore, intuendone il valore ed i grandi vantaggi, non soltanto economici, che sono la caratteristica peculiare di questa categoria merceologica.</p>
<p class="p1">Oggi più di ieri, potete rivolgervi al vostro agente di fiducia <a title="Contatti" href="https://www.gegel.it/it/contatti">Gegel</a>: centinaia di prodotti, dagli ittici alle pizze, dai vegetali ai gelati, dai piatti ricettati alle carni. Che siate carnivori o vegani, che abbiate un <strong>ristorante</strong> o un <strong>supermercato</strong>, alla <strong>Gegel</strong> troverete ogni giorno un assortimento profondo e completo, un servizio altamente professionale, garantito dalle migliori aziende del <strong>settore Frozen Food nazionali ed estere</strong>.</p>
<p class="p1">Gegel, dal 1984, leader nella distribuzione del settore sottozero.</p>
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